Led notturni, sul cuore effetti simili allo stress

Le luci notturne, anche quelle di bassa intensità che tendiamo a considerare innocue, possono modificare la struttura e la funzione del cuore. L’inquinamento luminoso era già stato associato a un maggior rischio cardiovascolare, ma un nuovo studio della Tulane University di New Orleans aggiunge un tassello importante: l’esposizione notturna alla luce sembra favorire un rimodellamento del cuore che, nel tempo, ne aumenta la vulnerabilità, in modo analogo a quanto accade con uno stress prolungato.

 

Led notturni

Quelle piccole luci notturne
Lo studio americano, accettato e pubblicato dalla Società Europea di Cardiologia, approfondisce la questione e lo fa in maniera elegante. Circa 11mila persone 
sono state invitate a indossare un sensore al polso per una settimana al fine di misurare i livelli di esposizione alla luce notturna. Alcuni partecipanti sono stati esposti a 0 lux, quindi in condizioni di quasi completa oscurità, mentre altri a livelli crescenti di illuminazione. Il gruppo più esposto ha ricevuto oltre 3 lux, un’intensità paragonabile, per esempio, alla luce di uno smartphone impostato a bassa luminosità sul comodino o a quella di un corridoio che filtra da una porta socchiusa. Tre anni dopo, a ciascun partecipante è stata effettuata una risonanza magnetica cardiovascolare per esaminare eventuali cambiamenti nella struttura e nella funzione del cuore. I risultati mostrano che nei partecipanti esposti ai livelli più elevati di luce notturna si osserva un ispessimento delle pareti della camera sinistra del cuore, con conseguente riduzione dello spazio all'interno del ventricolo. Sono stati inoltre riscontrati segni di una ridotta capacità del cuore di contrarsi durante il battito cardiaco, un'indicazione precoce di disfunzione cardiaca.

Oscurità, segno vitale per la salute del cuore
“L'inquinamento luminoso è emerso come un nuovo fattore di rischio per le malattie cardiovascolari", afferma Lu Qi, uno degli autori dello studio. "I nostri risultati, insieme alle evidenze di altri studi, suggeriscono che una riduzione dell'esposizione alla luce notturna dovrebbe essere considerata da medici e responsabili politici come una delle potenziali strategie per prevenire le malattie cardiache”.
“Il messaggio da portare a casa è chiaro”, aggiunge Thomas Münzel del Centro medico universitario di Mainz, Germania. “L'oscurità merita di essere riconosciuta come un segno vitale, essenziale per la salute cardiovascolare quanto il controllo della pressione sanguigna e l'aria pulita”.

Come proteggersi?
Ridurre il più possibile la luce durante le ore notturne è una misura semplice e a costo quasi zero. Gli esperti suggeriscono di rendere la camera da letto il più buia possibile, per esempio utilizzando tende oscuranti, scegliendo luci da comodino soffuse e dai toni caldi e coprendo i piccoli LED di standby degli apparecchi elettronici. Anche nelle ore che precedono il sonno può essere utile abbassare l’intensità dell’illuminazione e limitare l’esposizione agli schermi. L’obiettivo è rispettare il più possibile l’alternanza naturale tra luce e buio, riducendo quelle esposizioni notturne che possono interferire con la produzione di melatonina, con il sonno e con i normali ritmi circadiani.  Gli autori dell’editoriale che accompagna lo studio propongono ora di verificare questi accorgimenti con trial randomizzati, per esempio testando l’uso di tende oscuranti e di un’illuminazione serale tenue e a spettro caldo, così da capire quanto la riduzione dell’esposizione alla luce notturna possa tradursi in benefici misurabili sul piano cardiovascolare.
 


Riferimenti