Il senso dell’olfatto e la salute del cuore

Il declino del senso dell’olfatto a tarda età potrebbe segnalare un aumentato rischio cardiovascolare. Circa una persona anziana su quattro lamenta una riduzione dell’olfatto e altre indagini hanno evidenziato un aumentato rischio di patologie neurodegenerative. Ma anche la funzione cardiocircolatoria appare coinvolta: in particolare si sospetta che il decadimento olfattivo indichi un’aterosclerosi sub-clinica in atto, ben conosciuta come una delle cause portanti di infarto miocardico. I dati emergono da due studi di recente pubblicazione firmati da un gruppo di ricercatori statunitensi tra cui gli epidemiologi dell’Università del Michigan.

Fiori

Più rischi di malattia coronarica

Il primo studio rivela che la riduzione dell’olfatto nelle persone di età media 75 anni si associa a un maggior numero di malattia coronarica rispetto ai soggetti che non avevano problemi d’olfatto. Dopo due anni il rischio raddoppia anche se in seguito diminuisce. La funzione olfattiva è stata valutata tramite un semplice test, lo Sniffin’ Sticks odor identification, che ha permesso di definire un olfatto giudicato “buono”, “moderato” o “scarso” (poor).

Correlazioni con lo scompenso cardiaco
Quasi contemporaneamente i ricercatori hanno evidenziato che una scarsa funzione olfattiva negli anziani si associa, dopo un periodo di controllo di 8 anni, anche a un modesto aumento del rischio di incorrere in uno scompenso cardiaco (+24%), specialmente quello con frazione di eiezione ridotta. Inoltre il risultato del test olfattivo correla con i biomarkers subclinici della malattia.

Che cosa c’entra l’olfatto con il cuore?
Gli autori dello studio affermano che “un sistema circolatorio sano può essere cruciale per un normale funzionamento olfattivo”.  In che modo?

  • Un olfatto scarso, sulla base di studi precedenti, può segnalare un’aterosclerosi sublinica, cioè che ancora non si manifesta con malattie ma che indica un maggior rischio futuro di svilupparle.
  • Il deficit sensorio può compromettere la nutrizione perché non si apprezzano gli odori dei cibi.  
  • Può associarsi allo sviluppo di depressione e, negli anziani, a un più basso livello di attività fisica o di interazione sociale. Componenti che a loro volta contribuiscono a un aumento del rischio cardiovascolare.
  • Altri studi ci dicono che il decadimento dell’olfatto aumenta anche il rischio di fragilità che, in età avanzata, può compromettere la salute di cuore e vasi.

 
Non è ancora stata spesa una parola definitiva sull’associazione tra l’olfatto e il rischio cardiovascolare. Sono gli stessi autori americani a precisarlo sebbene in futuro il deficit della funzione olfattiva possa rivelarsi significativo come marker subclinico contribuendo a un maggior rischio cardiovascolare negli anziani. 
Servono nuovi studi per confermare le ultime osservazioni e per comprendere meglio i potenziali meccanismi.

 


Riferimenti

  • Chamberlin KW et al. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2026 Jan 1;152(1):27–35. doi: 10.1001/jamaoto.2025.3740
  • Chamberlin KW et al. The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences, 2025, 80(11), glaf199 https://doi.org/10.1093/gerona/glaf199
  • Kamath V, Jiang K, Manning KJ, et al. Olfactory Dysfunction and Depression Trajectories in Community-Dwelling Older Adults. The Journals of Gerontology: Series A. 2024;79(1):glad139. doi:10.1093/gerona/glad139. doi:10.1093/gerona/glad139
  • Namiranian K et al. The association between parameters of physical activity and olfactory function. Front Sports Act Living. 2024;6. doi:10.3389/fspor.2024.1394858