Ambiente e salute del cuore
05/02/26
La salute del cuore è legata al nostro ambiente di vita. In un documento ufficiale appena pubblicato, le principali sigle cardiologiche internazionali ribadiscono che “stressors” ambientali sono molti e non tutti evidenti.
Dal cambiamento climatico all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, fino all’esposizione a rumore e luce artificiale notturna: una pluralità di fattori che agiscono in vario modo sul rischio cardiovascolare.
I cardiologi europei e americani hanno pubblicato il primo documento congiunto per fare il punto sui rischi cardiovascolari, derivanti da fattori o “stressors” ambientali. Si tratta di vari tipi di inquinamento: dell’aria, chimico (e plastiche), rumori, esposizione a luci artificiali cui aggiungiamo gli effetti dei cambiamenti climatici che possono generare temperature elevate in estate.
Tutto questo - in base a numerose e crescenti evidenze - si traduce in un aumento del rischio cardiovascolare che, secondo il nuovo statement, può essere persino maggiore del rischio generato dai fattori tradizionali (es. ipercolesterolemia, ipertensione).
Ma come occuparsene?
Proteggendo le persone più vulnerabili e facendo in modo che i decisori politici e istituzionali lavorino per mitigare i rischi ambientali. Per esempio, mettendo in campo misure efficaci per contenere l’inquinamento atmosferico, luminoso, acustico e chimico. Impresa non facile ma che dovrebbe essere al centro delle politiche globali con nuove leggi, regole e cooperazione internazionale: è un modo per perseguire anche la prevenzione cardiovascolare.
Quali sono gli stressors ambientali
Lo statement congiunto riporta l’attenzione su diverse categorie di stressors ambientali, nocivi per la salute cardiovascolare. Sono i seguenti:
• Cambiamenti climatici cui conseguono temperature estreme, incendi boschivi con il rilascio di particolati, uragani, e altri disastri ambientali
• Inquinamento chimico: si conoscono più di 16mila sostanze chimiche disperse nell’ambiente e alcune possono impattare sulla salute cardiovascolare
• Contaminazione del suolo: il suolo può avere un minore contenuto microbico e una maggiore presenza di sostanze chimiche e metalli tossici
• Inquinamento dell’acqua: in alcune aree può contenere un eccesso di elementi chimici come arsenico, cadmio, piombo o mercurio
• Inquinamento dell’aria: particolati dovuti al traffico cittadino o alle attività industriali, ozono, composti organici volatili, monossido di carbonio, triossido di zolfo (presente nelle “piogge acide”)
• Luci notturne e rumori: l’inquinamento acustico può essere causato dal traffico automoblistico, passaggio di aerei, attività di costruzione o industriali nei nostri pressi. L’inquinamento luminoso si riferisce principalmente all’illuminazione notturna di strade ed edifici.
Le sigle che hanno firmato il documento sono le più importanti nel panorama della Cardiologia mondiale e cioè l’European Society of Cardiology (ESC), l’American College of Cardiology ACC), l’American Heart Association (AHA) e la World Heart Federation.
Riferimenti
- ESC, gennaio 2026. Global societies unite to address environmental threats to heart health. https://www.escardio.org/news/press/press-releases/global-societies-unite-to-address-environmental-threats-to-heart-health/
- Münzel T, Lüscher T, Kramer CM, et al. Environmental stressors and cardiovascular health: acting locally for global impact in a changing world. A statement of the European Society of Cardiology, the American College of Cardiology, the American Heart Association, and the World Heart Federation.
- European Heart Journal (2026). https://academic.oup.com/eurheartj/article-lookup/doi/10.1093/eurheartj/ehaf915
- Circulation (2026). https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.125.079034
- Journal of the American College of Cardiology (JACC) (2026). https://www.jacc.org/doi/10.1016/j.jacc.2026.01.015
- Global Heart (World Heart Federation Journal) (2026). https://doi.org/10.5334/gh.1514
Lelieveld J, Haines A, Burnett R, et al. Air pollution deaths attributable to fossil fuels: observational and modelling study. BMJ. 2023;383:e077784.