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Parati

Giornata mondiale contro l’ipertensione, la prevenzione si fa insieme

Il 17 maggio si celebra la XXII Giornata Mondiale contro l’Ipertensione, uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare a livello globale. L'evento, promosso dalla World Hypertension League, mira a informare sui rischi cardiovascolari e incoraggia la misurazione periodica della pressione arteriosa, come spiega in questa intervista il prof. Gianfranco Parati, presidente della World Hypertension League, docente di cardiologia all’Università di Milano-Bicocca e Direttore Scientifico dell’IRCCS Auxologico.
 

Ipertensione

Ipertensione? I farmaci sono importanti ma non bastano

L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e richiede un trattamento adeguato. Tuttavia, la terapia farmacologica non compensa abitudini di vita non corrette: i farmaci sono fondamentali per il controllo dei valori pressori ma non sostituiscono uno stile di vita sano.
 

Meditazione

Meditazione trascendentale per il cuore

Uno dei più importanti giornali internazionali di cardiologia, Nature Reviews Cardiology, fa il punto sugli effetti della meditazione trascendentale sul cuore mostrando che la riduzione dello stress collegata a questa pratica riduce il rischio cardiovascolare.
 

Almonds

Una manciata di mandorle al giorno

Una ricerca che ha analizzato 36 studi di buona qualità mostra che le mandorle possono contribuire a migliorare i livelli di colesterolo, soprattutto quando l’LDL (il colesterolo “cattivo”) è elevato. “Potenzialmente – affermano gli autori dell’indagine – il consumo di mandorle migliora la salute del cuore e riduce il rischio di  malattie cardiovascolari”.
 

Proteine

Linee guida alimentari: USA ed Europa a confronto

Gli Stati Uniti propongono un cambio di impostazione nella comunicazione nutrizionale, riassunto nello slogan “eat real food”. L’obiettivo è ridurre il ricorso ad alimenti ultra-processati, che oggi forniscono oltre il 60% dell’apporto calorico della popolazione americana.

Si tratta di un messaggio in parte condivisibile ma accompagnato da scelte controverse, soprattutto sul piano quantitativo e comunicativo, e non sempre pienamente allineate alle evidenze consolidate e al modello della dieta mediterranea, come spiega in questo articolo il prof. Alexis Elias Malavazos, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Endocrinologia e del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiometabolica presso l’IRCCS Policlinico San Donato di Milano.