Pressione alta: quali sono i numeri giusti?
L’ipertensione è un “killer silenzioso”: nella maggior parte dei casi non dà sintomi e può essere
scoperta solo misurando correttamente la pressione. Ma i valori raccomandati per ridurre il rischio cardiovascolare non sono rigidamente fissati.
Ce ne parla il professor Gianfranco Parati, dall’anno scorso presidente della World Hypertension League (WHL), docente di cardiologia all’Università di Milano-Bicocca e Direttore Scientifico del Dipartimento di Cardiologia e del Laboratorio di Ricerche Cardiologiche dell’IRCCS Auxologico San Luca a Milano.
Come cambiano i valori di riferimento
Nello studio del medico la pressione dovrebbe essere misurata almeno tre volte durante la visita. Questo per tener conto dell’effetto “camice bianco” a causa del quale alla prima misurazione i valori possono essere molto alti e in seguito ridursi. L’effetto camice bianco è il fenomeno per cui un paziente a causa della tensione della visita mostra valori di pressione arteriosa elevati durante una visita medica, mentre risultano normali a casa o nel quotidiano.
Se nell’ambulatorio del medico si misura la pressione ripetutamente si parla di ipertensione quando i valori sono uguali o superiori a 140/90 mmHg. Gli esperti americani hanno ridotto questo limite a 130/80 mmHg. Si tratta di modi diversi di leggere i trials, la cui interpretazione è in questo momento in corso di discussione tra gli specialisti.
Quando invece la pressione viene misura tra le mura di casa si considera iperteso chi ha valori uguali o superiori a 135/85 mmHg. L’ideale è che la pressione misurata a casa sia sempre inferiore a 130/80.
Nel monitoraggio sulle 24 ore – impropriamente chiamato Holter pressorio – il valore si pone su 130/80 per definire l’ipertensione mentre, se si misura solo durante le ore diurne, si attesta a 135/85 mmHg. Se si misura di notte, inoltre, il limite per parlare di ipertensione si pone sui valori 120/70.
Un rischio continuo
«Il concetto di fondo – precisa il professor Parati – è che il problema della pressione arteriosa non va visto in termini di bianco o nero. Il rapporto tra la pressione e il danno cardiovascolare è continuo: è certamente preferibile avere valori bassi. In altre parole anche chi non è iperteso ma ha un valore pressorio di 130/80 è a maggior rischio rispetto alle persone con valori di 110/70. Teniamo presente che chi arriva a superare i cent’anni d’età ha spesso una pressione naturalmente al di sotto dei 120/70 mmHg: il loro sistema cardiovascolare si danneggia di meno con il passare degli anni».
«Dobbiamo decidere e mettere dei paletti sulla base degli studi. Sono stati così definiti i numeri che consentono di porre la diagnosi di ipertensione e cioè quando cominciano ad aumentare le complicanze in maniera più sensibile». Gli obiettivi però sono progressivi: non ci si deve accontentare di scendere al di sotto di 140/90, perché è molto meglio raggiungere valori inferiori a 130/80 mmHg, se questi valori sono tollerati.
Pressione bassa ma ben tollerata
«Addirittura – continua il presidente di WHL – le ultime linee-guida europee propongono di scendere anche al di sotto di 120/70 mmHg. È giusto ma bisogna vedere se una persona può tollerare un obiettivo così ambizioso: alcune persone infatti al di sotto dei 130/80 sono esposte a rischio di caduta con tutto quello che può comportare a una certa età (ischemie, fratture ossee, ndr). Ai miei studenti insegno che l’obiettivo è ottenere la pressione più bassa che però riesca a mantenere la perfusione degli organi. Una pressione arteriosa bassa deve essere tollerata dalla persona».
La scelta dell’obiettivo da raggiungere va quindi personalizzata.
Usare solo strumenti validati
Spesso l’ipertensione non si manifesta con dei sintomi, come detto; solo in alcuni casi possono subentrare mal di testa, sangue dal naso, vertigini. È quindi fondamentale adottare una buona modalità di misurazione. Le linee-guida spiegano come si misura la pressione a domicilio: al mattino o alla sera, stando seduti, ben appoggiati, con il bracciale all’altezza del cuore e sempre alla stessa ora e nelle stesse condizioni. «È altrettanto importante usare strumenti automatici validati ma l’82% degli strumenti sul mercato non lo sono. Un progetto internazionale ha sviluppato un sito internet sotto l’egida di ESC (Società europea di cardiologia), European Society of hypertension e WHL in cui vengono elencati i device validati grazie a studi che ne hanno dimostrato l’affidabilità.
(Stride BP https://www.stridebp.org/about-us/principles-for-device-listing/)
Riferimenti
- World Hypertension League. https://www.whleague.org/
- Auxologico IRCCS. https://www.auxologico.it/