Prevenzione di coppia

Da sempre, poeti e scrittori hanno cantato la relazione tra amore e cuore. Ma questo legame potrebbe essere più letterale di quanto si possa immaginare. Sebbene con risultati non sempre chiari, le ricerche mostrano che la qualità della nostra relazione affettiva potrebbe avere un impatto significativo sulla salute del cuore. E che i comportamenti salutari riescono meglio in due. 
Ma in che modo, esattamente, il nostro partner influenza il nostro benessere fisico?
 

Prevenzione di coppia

Vivere insieme significa spesso condividere lo stile di vita e sincronizzare molte abitudini, virtuose o meno. Questo ha inevitabilmente impatto anche sui comportamenti orientati alla prevenzione cardiovascolare, come hanno dimostrato molte ricerche scientifiche. 
Ad esempio:

  • Attività fisica: uno studio ha registrato una probabilità 3,68 volte maggiore di mantenere nel tempo l'abitudine alla camminata per chi ha seguito il programma di esercizio insieme al partner rispetto rispetto a chi lo ha fatto da solo.
  • Fumo: un altro ha trovato che i non fumatori hanno una probabilità quasi doppia di avere un partner non fumatore.
  • Alimentazione: le persone in coppia hanno registrato una probabilità del 24% superiore di soddisfare le raccomandazioni sul consumo di frutta e verdura; viceversa, in presenza di stress coniugale entrambi i sessi tendono a consumare più alcool.
  • Peso: sebbene le coppie mostrino spesso un indice di massa corporea (BMI) più elevato e una minore probabilità di rientrare nel peso forma rispetto ai single, un aumento di un punto nella qualità della relazione nell'arco di 10 anni è stato correlato a una diminuzione del 21% del rischio di obesità.

Al contrario, se un partner mantiene abitudini poco sane, può diventare una barriera anche per il cambiamento dell'altro. Inoltre, lo stress relazionale cronico può influire sui marcatori infiammatori, ad esempio aumentando interleuchina-6 e la proteina C-reattiva. 


Qualità della relazione
 

Sebbene uno studio abbia rilevato che le persone che non vivono con un partner hanno una probabilità tra il 20 e il 50% maggiore di soffrire di malattia coronarica, la protezione – come è facile intuire – non deriva semplicemente dalla convivenza. 

Altrettanto importante è la qualità della relazione. Uno studio ha evidenziato negli uomini un andamento parallelo tra qualità coniugale, pressione diastolica e colesterolo: al miglioramento della relazione tra i partner corrispondeva un miglioramento della pressione e un colesterolo totale più basso.
Anche i gesti d'affetto come gli abbracci possono fornire un beneficio per il sistema cardiovascolare. Alcuni ricercatori, ad esempio, hanno rilevato che nelle donne in pre-menopausa, abbracci più frequenti col partner sono collegati a livelli più alti di ossitocina e a pressione del sangue e frequenza cardiaca ridotte

Ovviamente, quando i rapporti sono tesi influiscono negativamente. Durante le discussioni accese, ad esempio, i partner subiscono un aumento della frequenza cardiaca e picchi di cortisolo (l'ormone dello stress). Nelle donne, il peggioramento delle relazioni sentimentali è stato associato a un profilo di rischio cardiovascolare più sfavorevole, soprattutto in età avanzata. 
 

Oltre il promemoria
 

Molti programmi di riabilitazione cardiaca attuali utilizzano il partner come un "assistente" per ricordare al paziente di seguire le terapie. Tuttavia, gli studi suggeriscono che questo potrebbe non essere il miglior modo possibile per valorizzarne il contributo. 

Nuove linee guida propongono di passare a interventi "orientati alla coppia", dove l'obiettivo non è solo monitorare il malato, ma migliorare la comunicazione e la connessione emotiva tra i partner. Insegnare alle coppie a regolare insieme le emozioni e a ridurre comportamenti critici o iperprotettivi può sbloccare benefici per la salute che vanno oltre l’educazione medica.
Una revisione sistematica appena pubblicata sul Canadian Journal of Cardiology ha analizzato 12 studi controllati randomizzati che hanno coinvolto 1.444 coppie (paziente-partner), evidenziando che gli interventi basati sulla coppia sono particolarmente efficaci nel promuovere il cambiamento dei comportamenti legati alla salute, con miglioramenti riportati nel 77% degli studi esaminati. 
Anche alcuni esiti cardiovascolari sono apparsi in miglioramento (come il profilo lipidico) ma in modo non sempre coerente. I ricercatori invitano a proseguire gli studi su questo tema con approcci più strutturati.
 

Riferimenti

1. Tulloch, H. E., et al. (2025). What About Love? A Review of Interventions for Patients With Heart Disease and Their Intimate Partners: Recommendations for Cardiac Rehabilitation. Canadian Journal of Cardiology.
2. Smith, T. W. (2022). Intimate Relationships and Coronary Heart Disease: Implications for Risk, Prevention, and Patient Management. Current Cardiology Reports.
3. Schoeppe, S., et al. (2018). Do singles or couples live healthier lifestyles? Trends in Queensland between 2005-2014. PLOS ONE.
4. Robles, T. F., et al. (2014). Marital quality and health: A meta-analytic review. Psychological Bulletin.
5. Rapelli, G., et al. (2023). Psychological couple-oriented interventions for patients with heart disease and their partners: a scoping review and guidelines for future interventions. Frontiers in Psychology.
6. Wong CW, Kwok CS, Narain A, et alMarital status and risk of cardiovascular diseases: a systematic review and meta-analysisHeart 2018;104:1937-1948.
7. Osuka, Y., et al. (2017). Does attending an exercise class with a spouse improve long-term exercise adherence among people aged 65 years and older: a 6-month prospective follow-up study. BMC Geriatrics.
8. Cobb, L. K., et al. (2014). The Association of Spousal Smoking Status With the Ability to Quit Smoking: The Atherosclerosis Risk in Communities Study. American Journal of Epidemiology.
9. Chen, Y., et al. (2018). A prospective study of marital quality and body weight in midlife. Health Psychology.
10. Bennett-Britton, I., et al. (2017). Changes in marital quality over 6 years and its association with cardiovascular disease risk factors in men: findings from the ALSPAC prospective cohort study. Journal of Epidemiology and Community Health.