Sci alpino e prevenzione cardiovascolare

Con l’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l’attenzione torna sugli sport della stagione fredda e sul loro impatto sulla salute. Al di là della dimensione agonistica e spettacolare, l’appuntamento olimpico offre anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra attività fisica invernale e prevenzione cardiovascolare.

Sci alpino

Alcune ricerche scientifiche indicano che discipline tipicamente invernali, come lo sci alpino praticato a livello ricreativo, possono avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare anche negli adulti over 55.

L’attività fisica praticata durante l’inverno infatti può rappresentare un’opportunità concreta per la prevenzione cardiovascolare, anche per le fasce di età più avanzate, soprattutto se svolta in modo regolare e controllato.

Lo sci fa bene al cuore

Uno studio randomizzato controllato condotto nell’ambito del Salzburg Skiing for the Elderly Study ha mostrato che 12 settimane di sci alpino ricreativo, praticato 2–3 volte a settimana, determinano un miglioramento significativo della capacità cardiorespiratoria negli anziani sani. In particolare, nei partecipanti attivi (tutti over 60) si è osservato un aumento della VO₂max del 12% dopo il periodo di esercizi e un aumento del 15% rispetto al gruppo che non aveva svolto attività. La VO₂max è un indice che misura la massima capacità del nostro organismo di utilizzare ossigeno durante uno sforzo fisico intenso. In pratica indica quanto efficientemente cuore, polmoni, sangue e muscoli lavorano insieme quando il corpo è sotto stress.

I ricercatori, inoltre, hanno registrato un incremento dei MET massimali (Metabolic Equivalent of Task, indica l’intensità massima di sforzo che una persona riesce a sostenere) e un miglioramento dell’efficienza ventilatoria, parametri tutti associati a una riduzione del rischio cardiovascolare. In particolare, nel gruppo che ha praticato sci alpino è stato osservato un aumento del 15,2% dei MET massimali rispetto al gruppo di controllo e un incremento del volume corrente massimo del 10,8% senza cambiamenti nella frequenza respiratoria: un segnale di respirazione più efficiente, capace di migliorare lo scambio di ossigeno senza aumentare lo sforzo ventilatorio.


Una spinta motivazionale 

Accanto agli effetti fisiologici, emergono benefici anche sul piano funzionale e motivazionale. Un’analisi pubblicata sulla rivista Sports ha rilevato che gli adulti over 55 che praticano sci alpino presentano valori più elevati di qualità di vita correlata alla salute, migliore funzione fisica e maggiore motivazione intrinseca rispetto ai coetanei fisicamente attivi ma non sciatori. In termini statistici, la pratica dello sci alpino è risultata associata a una probabilità più che doppia di presentare un buon livello di salute fisica generale. Inoltre, lo sci alpino si distingue dalle altre attività considerate – come gli sport all’aperto generici o le attività di mantenimento – è associato in modo chiaro a due aspetti rilevanti: una percezione più positiva delle proprie capacità fisiche, in particolare in termini di forza e competenza sportiva, e una migliore composizione corporea, con un indice di massa corporea mediamente più basso (quindi minore grasso in eccesso) rispetto a chi non pratica sci.


Prepararsi all’attività

La letteratura sottolinea tuttavia un punto chiave: i benefici si osservano soprattutto quando l’attività è abituale e preparata, non episodica. Una review pubblicata sul Journal of Science and Medicine in Sport evidenzia che lo sci alpino combina esercizio aerobico e impegno muscolare isometrico, con effetti favorevoli su metabolismo glucidico, sensibilità insulinica e profilo cardiovascolare, ma richiama anche alla necessità di una valutazione clinica preventiva nei soggetti con fattori di rischio o patologie note.

La scienza, dunque, suggerisce che mantenersi attivi anche nei mesi freddi — adattando l’intensità alle proprie condizioni di salute — può contribuire in modo significativo alla protezione del cuore, rafforzando capacità funzionali e continuità del movimento, due pilastri riconosciuti della prevenzione cardiovascolare.


 


Riferimenti

  • Conde-Pipó, J.; Valenzuela-Barranco, I.; López-Moro, A.; Román-Alconchel, B.; Mariscal-Arcas, M.; Zurita-Ortega, F. Influence of Alpine Skiing on Health-Related Quality of Life and Physical Self-Concept in Physically Active Adults over 55 Years of Age. Sports 2022, 10, 153. https://doi.org/ 10.3390/sports10100153 
     

  • Niederseer, D.; Walser, R.; Schmied, C.; Dela, F.; Gräni, C.; Bohm, P.; Müller, E.; Niebauer, J. Effects of a 12-Week Recreational Skiing Program on Cardio-Pulmonary Fitness in the Elderly: Results from the Salzburg Skiing in the Elderly Study (SASES). Int. J. Environ. Res. Public Health 2021, 18, 11378. https://doi.org/10.3390/ ijerph182111378

     

  • V.A. Rossi, C. Schmied, J. Niebauer, et al.. Cardiovascular effects and risks of recreational alpine skiing in the elderly. J Sci Med Sport (2019), https://doi.org/10.1016/j.jsams.2019.01.016