Sigarette elettroniche, i rischi per il cuore

Dopo aver esaminato le evidenze scientifiche disponibili, i cardiologi europei avvertono che anche l’uso delle sigarette elettroniche (e-cigarettes) andrebbe evitato o fortemente limitato.  Ecco perché.

Sigarette elettroniche, i rischi per il cuore

Dopo aver esaminato le evidenze scientifiche disponibili i cardiologi europei, con il presidente ESC Thomas Lüscher, fanno sapere che anche l’uso delle sigarette elettroniche (e-cigarettes) andrebbe evitato o fortemente limitato. Il rischio è dovuto alla presenza della nicotina, tossica per il cuore e i vasi.


Per smettere o iniziare?

È noto che il fumo di sigaretta contiene almeno 7.000 sostanze chimiche, spesso non salutari per i polmoni e il sistema cardiovascolare, oltre a circa 60 carcinogeni. Buttare il pacchetto di sigarette o ancora non iniziare a fumare è ormai una raccomandazione stringente per cardiologi, oncologi, pneumologi e altri specialisti.  

Le sigarette elettroniche (e-cig) sono state proposte e ampiamente impiegate come strumento per smettere di fumare le classiche e nocive sigarette, in una logica di riduzione del danno. Le e-cig contengono un numero inferiore di composti chimici deleteri per la salute. Ma in genere contengono nicotina, una sostanza che provoca dipendenza e che è dannosa anche per il cuore. Possono inoltre essere presenti altre sostanze chimiche, anche aromi piacevoli (flavors) che inducono a fumare, tutt’altro che benefiche. Proprio la presenza di aromi di ogni tipo inducono molti (soprattutto giovani) a iniziare a fumare rendendole di fatto una via di accesso al vizio del fumo anziché una strada per uscirne.

I danni da nicotina

La nicotina provoca stress ossidativo e infiammazione aprendo la strada alla disfunzione endoteliale che colpisce le pareti interne dei vasi, un marker precoce di danno vascolare. Una disfunzione endoteliale persistente promuove diverse malattie cardiovascolari manifestandosi come ipertensione, sindromi coronariche acute e croniche (angina, infarto), scompenso, ictus e aritmie. In altre parole, la nicotina è tossica per cuore e vasi. L’importante report europeo di cui stiamo parlando è molto chiaro su questo punto, a iniziare dal titolo: “Nicotina e sistema cardiovascolare. Smascherando una minaccia per la salute pubblica globale”.

Altri prodotti da cui si assume nicotina

Sul mercato si trovano altri prodotti che possono rilasciare nicotina bruciando o riscaldando il tabacco, non solo sigarette ed e-cig. Nessuno di questi metodi di rilascio è sicuro: ad esempio shisha (la pipa ad acqua, una volta detta narghilè) o le bustine e sacchetti di nicotina che rilasciano direttamente in bocca, oggi popolari tra i giovani (nicotine pouches). Le bustine non contengono tabacco ma nicotina in altre forme, come i sali.

I rischi per i più giovani

La dipendenza dalla nicotina sta aumentando anche tra i più giovani. Spesso in questa fascia d’età si usano prodotti a base di nicotina perché piacciono gli aromi aggiunti, promossi dal marketing sui social media e favoriti dalle lacune nella regolamentazione anche nei Paesi europei. In più ci sono gli “Snus”, tabacco da succhiare, il cui uso negli adolescenti può anche condurre a una overdose di nicotina. 

Il prossimo attacco cardiaco, il prossimo ictus possono non essere dovuti alle sigarette ma ai precaricati aromatizzati delle sigarette elettroniche, dai pouches di nicotina o dalla pipa ad acqua. Se l’Europa non agisce, potremmo trovarci di fronte alla più ampia dipendenza da nicotina dopo gli anni Cinquanta del secolo scorso”.

Thomas Münzel della University Medical Centre di Mainz, Germania

L’uso duale, sigarette ed e-cig insieme

Infine, un altro punto su cui insistono i cardiologi è che sigarette elettroniche e pouches non sono strategie efficaci per smettere di fumare. Anzi, oltre a essere una strada d’ingresso per iniziare a fumare, spesso si osserva “l’uso duale”, cioè chi usa le e-cig per buttare nel cestino la classica sigaretta si ritrova a fumare entrambi i prodotti

E, secondo un altro studio, i dual user potrebbero avere maggiori fattori di rischio cardiovascolari rispetto a chi utilizza un solo prodotto.  

 

Riferimenti: