Statine, le paure che ne ostacolano l’utilizzo

Pur rientrando tra i farmaci più prescritti per la prevenzione cardiovascolare le statine non vengono assunte quanto sarebbe necessario: troppe persone interrompono il trattamento precocemente. Eppure sono considerate dalla cardiologia mondiale farmaci salvavita per evitare in seguito di incorrere in eventi come infarto del miocardio e ictus.
 

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Tra le cause degli abbandoni, nonostante le raccomandazioni internazionali, si annovera il fatto che a questa classe farmacologica viene attribuito un gran numero di effetti collaterali. Un’idea decisamente da rivedere, secondo un recente studio della Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration, ben noto gruppo di ricerca capitanato dall’Università di Oxford (Regno Unito). Risultati importanti che emergono dopo aver analizzato 23 grandi studi precedenti, quelli randomizzati e i più affidabili. 

Rischi nettamente inferiori ai benefici

Vediamo i risultati in base alla sintesi dell’Università di Oxford.

  • Nessun rischio eccessivo per quasi tutti gli effetti collaterali segnalati sul foglietto illustrativo.
  • Assumere una statina non aumenta il rischio di problemi quali perdita della memoria, demenza, depressione, disturbi del sonno, aumento del peso corporeo, nausea, mal di testa e molte altre condizioni.
  • Resta un piccolissimo aumento di anomalie epatiche che però non conduce a problemi epatici gravi.

In sostanza, su 66 effetti collaterali imputati alle statine solo quattro si confermano associati a questi farmaci e in una percentuale molto piccola di persone. Ad esempio, si possono avvertire dolori muscolari solo nell’1% dei casi entro un anno dall’inizio del trattamento. Può verificarsi, inoltre, un lieve aumento dei livelli di zuccheri nel sangue per cui è giusto che le persone ad alto rischio di sviluppare un diabete siano controllate.
 

Le rassicurazioni dei ricercatori

Non ha dubbi la principale autrice dell’indagine Christina Reith: “Le statine sono farmaci salvavita utilizzati da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, le preoccupazioni sulla sicurezza delle statine hanno scoraggiato molte persone a rischio di grave disabilità o morte per infarto o ictus. Il nostro studio rassicura sul fatto che, per la maggior parte delle persone, il rischio di effetti collaterali è ampiamente compensato dai benefici delle statine”. Un altro autore dello studio, Sir Rory Collins, professore emerito di Medicina ed Epidemiologia  dell’Università di Oxford, aggiunge che bisognerebbe rivedere rapidamente le informazioni riportate sui foglietti illustrativi per aiutare medici a pazienti a prendere decisioni meglio informate sulla salute. 
 

Statine senza troppi timori quando è necessario

Le statine, dopo le azioni sullo stile di vita (es. alimentazione), restano uno dei bastioni della prevenzione, soprattutto perché riducono uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare: i livelli eccessivi di LDL. Questi farmaci, i più utilizzati per ridurre la colesterolemia, vengono prescritti a chi ha già sofferto un evento cardiovascolare (prevenzione secondaria) e per le persone ad alto rischio di subirlo (prevenzione primaria).

 

L’aderenza terapeutica alla prescrizione è fondamentale poiché possiamo ottenere il massimo beneficio con rischi minimi. Se permangono dubbi o se sono dovuti controlli più stretti è bene parlarne con il medico. 
L’ipercolesterolemia è una condizione comune negli anziani, con tassi di prevalenza che variano tra il 24% e il 39% negli uomini e nelle donne di età compresa tra 65 e 74 anni, che presentano, così, una maggiore esposizione al rischio di malattie cardiovascolari. 
 


Riferimenti