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Vegetali sì, ma di qualità: la scelta che aiuta il cuore
24/11/25
Un recente studio francese mostra che scegliere vegetali di qualità, sani e poco lavorati può fare davvero la differenza per il cuore. Le persone che durante la ricerca seguivano questo tipo di alimentazione hanno infatti registrato un rischio cardiovascolare significativamente più basso. Al contrario, diete ricche di prodotti vegetali ultra-trasformati e con scarse qualità nutrizionali erano associate a un rischio maggiore.
Il cacao che piace alle nostre arterie
17/11/25
Recenti ricerche attestano che l’assunzione di polvere di cacao (non cioccolato!) migliora la funzione vascolare proteggendo cuore e arterie. Il cacao contrasta anche i deleteri effetti dell’inattività fisica e dei pasti grassi in condizioni di stress mentale. Merito dei flavanoli, una classe di polifenoli che si trova anche in altri alimenti, come il tè, i frutti di bosco e la frutta a guscio.
Il circolo virtuoso tra salute mentale e cardiovascolare
10/11/25
Ormai è chiaro che una buona salute mentale impatta positivamente sulla salute cardiovascolare. Al contrario, le patologie mentali – a cominciare da ansia e depressione – possono aumentare i rischi a cui siamo esposti, spingendo, tra le altre cose, ad adottare stili di vita non salutari che impattano ulteriormente sulla salute del cuore.
Ecco cosa consiglia la European Society of Cardiology.
Tutto Cvrisk-IT in un video
03/11/25
CVrisk-IT è il più vasto studio di prevenzione cardiovascolare mai avviato in Italia e coinvolgerà 30.000 persone sane tra i 40 e gli 80 anni, senza pregresse malattie cardiovascolari o diabete. È stato voluto dal Ministero della Salute, finanziato dal Parlamento italiano ed è coordinato dalla Rete Cardiologica degli IRCCS.
Tè nero, cuore sano
27/10/25
Bere regolarmente tè nero potrebbe proteggere il cuore. Un nuovo studio che ha analizzato 14 ricerche precedenti – per quasi un milione di casi totali - mostra che chi consuma abitualmente tè nero riduce in media dell'11% il rischio coronarico. Non solo: l'effetto protettivo cresce all'aumentare delle tazze. Più tè si beve, maggiore è la riduzione del rischio.